Attività fisica in menopausa: perché è una delle leve più potenti per stare bene (oggi e domani)

Sara Compagni
Menopausa
21/12/2025
5 minuti

Durante la perimenopausa e la menopausa il corpo cambia. Cambiano gli ormoni, cambiano i segnali che riceviamo, cambia il modo in cui reagiamo allo stress, al cibo, al sonno e al movimento.È una fase di profonda trasformazione fisiologica.

Ed è proprio in questo passaggio che l’attività fisica , insieme alla nutrizione , diventa uno degli strumenti più efficaci, sicuri e scientificamente validati per stare meglio oggi e proteggere la salute di domani.

Movimento e menopausa: cosa dice davvero la scienza

Negli ultimi anni la ricerca è diventata molto chiara su un punto: le donne che restano attive durante la transizione menopausale riportano una migliore qualità di vita rispetto a quelle sedentarie.

L’attività fisica regolare, anche di intensità moderata, è associata a una riduzione significativa di molti sintomi tipici della perimenopausa: stanchezza persistente, irritabilità, mal di testa, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno.

Molte donne fisicamente attive riferiscono anche un miglior equilibrio emotivo e meno sintomi psicosomatici.

Un dato particolarmente interessante riguarda l’umore: l’esercizio fisico, soprattutto quello aerobico, si è dimostrato efficace nel ridurre i sintomi depressivi, in alcuni casi con risultati paragonabili ad altri interventi non farmacologici.

Questo non sorprende: le fluttuazioni degli estrogeni influenzano direttamente i neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore. Il movimento diventa quindi un vero alleato del benessere mentale.

Metabolismo e composizione corporea: il ruolo chiave del movimento

Uno dei timori più comuni in menopausa riguarda il corpo che cambia: aumento di peso, accumulo di grasso addominale, perdita di tono e di forza.

Questi cambiamenti non avvengono per caso. Il calo degli estrogeni modifica il metabolismo, la distribuzione del grasso e la capacità di mantenere la massa muscolare.

La ricerca mostra che la percentuale di grasso corporeo è uno dei principali fattori associati all’intensità dei sintomi menopausali complessivi.

Qui l’attività fisica gioca un ruolo fondamentale, soprattutto se include anche momenti di intensità medio-alta.
L’esercizio vigoroso con i pesi è uno dei pochi strumenti realmente efficaci per contrastare la perdita di massa muscolare (sarcopenia), che può iniziare già in perimenopausa.

Allenarsi, in questa fase, non significa “dimagrire a tutti i costi”. Significa proteggere il metabolismo, mantenere forza, funzionalità e autonomia nel tempo.

Cuore e ossa: una protezione che inizia oggi

Con la menopausa aumentano alcuni rischi a lungo termine, in particolare quelli cardiovascolari e ossei.

Anche qui, il movimento fa la differenza.

Programmi di esercizio regolare sono associati a miglioramenti di parametri importanti come pressione arteriosa, rapporto vita-fianchi e profilo lipidico. Allo stesso tempo, l’attività fisica , soprattutto quella di resistenza e carico (pesi), contribuisce a mantenere e migliorare la densità minerale ossea, riducendo il rischio di osteoporosi e fratture.

Non è un dettaglio: è uno dei pilastri della prevenzione raccomandata nei percorsi clinici integrati dedicati alla menopausa.

Il cervello in menopausa: il movimento come forma di neuroprotezione

C’è un aspetto di cui si parla ancora poco: la salute del cervello.

La transizione menopausale è una fase delicata anche dal punto di vista cognitivo.
Le variazioni ormonali possono influenzare memoria, attenzione, concentrazione e velocità di elaborazione.

L’attività fisica emerge come uno degli interventi più promettenti in ottica neuroprotettiva.
Diversi studi mostrano che livelli più elevati di attività fisica in mezza età sono associati a un miglior funzionamento cognitivo e a un rischio ridotto di declino cognitivo negli anni successivi.

Muoversi aiuta il cervello a funzionare meglio, a rimanere più attivo e reattivo, sostenendo memoria, attenzione e chiarezza mentale.

Quale attività fisica è davvero efficace in menopausa?

Non esiste un allenamento “perfetto” valido per tutte. L’evidenza scientifica suggerisce che i programmi più efficaci sono combinati, personalizzati e sostenibili nel tempo.

L’esercizio aerobico resta una base fondamentale: camminata veloce, corsa, ciclismo, nuoto, danza. Aiuta il cuore, l’umore e la funzione cognitiva.

L’allenamento di forza è essenziale per preservare massa muscolare e salute ossea. Due o tre sessioni a settimana, con carichi progressivi, possono fare una differenza concreta.

Gli esercizi mente-corpo , come yoga, Pilates, tai chi, offrono benefici importanti sullo stress, sul sonno, sull’equilibrio e sul benessere emotivo.

Infine, l’allenamento a intervalli, incluso l’HIIT, si è dimostrato molto efficace nel migliorare la capacità cardiorespiratoria e alcuni parametri metabolici, con un investimento di tempo ridotto. Non è adatto a tutte, ma può essere una valida opzione se inserito in modo graduale e consapevole.

Attività fisica come parte di un percorso di cura, non come prescrizione standard

Il movimento non è una raccomandazione isolata. È parte di un percorso di salute più ampio, personalizzato e multidisciplinare.

Ogni donna ha una storia diversa, sintomi diversi, obiettivi e limiti diversi. Per questo l’attività fisica va adattata, monitorata e integrata con nutrizione, sonno, gestione dello stress ed eventuali terapie.

Muoversi in menopausa non significa fare di più. Significa fare meglio, nel modo giusto e per le ragioni giuste.

Conclusione

L’attività fisica in menopausa non serve solo a “sentirsi in forma”.Serve a ridurre i sintomi, proteggere ossa, cuore e cervello e costruire una salute solida per gli anni che verranno.

È una delle leve più potenti di prevenzione attiva a disposizione delle donne. Ed è una leva che funziona.

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