Perimenopausa e gravidanza: si può restare incinta?

Revisione medica - Dottoressa Valentina Puggelli
Menopausa
20/2/2026
10 minuti
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Molte donne arrivano alla perimenopausa con una convinzione molto diffusa: quando il ciclo inizia a diventare irregolare, la fertilità è finita.
In realtà è proprio in questa fase che nasce una delle confusioni più frequenti nella salute femminile dopo i quarant’anni.

La perimenopausa non coincide con la fine della fertilità. Coincide con la fine della sua prevedibilità.

Ed è una differenza importante.
Per questo motivo alcune donne scoprono una gravidanza inattesa quando pensavano che non fosse più possibile, mentre altre, proprio negli stessi anni, incontrano difficoltà nel cercarla. Non è una contraddizione. È il risultato del modo in cui il sistema riproduttivo cambia durante la transizione menopausale.

Comprendere cosa succede davvero nel corpo permette di fare scelte consapevoli, sia quando si desidera una gravidanza sia quando invece la si vuole evitare.

Cos’è la perimenopausa e cosa succede alle ovaie

La menopausa viene definita come l’assenza di mestruazioni per dodici mesi consecutivi. Tutto ciò che accade prima appartiene alla perimenopausa, una fase che può iniziare già intorno ai quarant’anni e durare diversi anni.

Come spiega l’American College of Obstetricians and Gynecologists, la transizione menopausale è caratterizzata da variazioni progressive della funzione ovarica e non da un’interruzione improvvisa dell’attività riproduttiva.

Durante la perimenopausa le ovaie non smettono improvvisamente di funzionare. Continuano a produrre ormoni ma lo fanno in modo irregolare. Il primo cambiamento riguarda l’ovulazione, che non avviene più con la regolarità tipica dell’età fertile.

Il progesterone tende a ridursi perché molti cicli diventano anovulatori. Gli estrogeni invece oscillano. Possono essere bassi in alcuni mesi e relativamente elevati in altri. Questo spiega perché alcune donne presentano vampate mentre altre nello stesso periodo hanno tensione mammaria, cicli abbondanti o sintomi che cambiano rapidamente.

Dal punto di vista endocrinologico la perimenopausa è una fase di variabilità ormonale più che di carenza ormonale stabile, come descritto anche dalla North American Menopause Society nelle raccomandazioni cliniche sulla transizione menopausale.

Finché può verificarsi anche una sola ovulazione, la gravidanza resta biologicamente possibile.

Si può restare incinta in perimenopausa?

Sì, è possibile.

La fertilità diminuisce con l’età ma non scompare prima della menopausa conclamata. La presenza anche sporadica delle mestruazioni indica che l’attività ovarica non è ancora cessata. Può verificarsi un’ovulazione anche dopo settimane o mesi di apparente inattività.

Il punto chiave è che l’ovulazione diventa imprevedibile.
Una donna può avere cicli molto distanti e ovulare in modo isolato senza segnali evidenti. Se quel momento coincide con un rapporto non protetto, il concepimento può avvenire.

È proprio questa imprevedibilità a spiegare molte gravidanze inattese oltre i quarant’anni. Anche materiali educativi sulla fertilità naturale evidenziano come, durante la perimenopausa, l’ovulazione possa presentarsi in modo sporadico e non prevedibile.

Perché la fertilità dopo i 40 anni diminuisce ma non scompare

La fertilità non è un interruttore acceso o spento. È un processo progressivo.

Con l’età diminuisce la riserva ovarica e cambia soprattutto la qualità ovocitaria. Gli ovociti possono presentare più frequentemente anomalie cromosomiche e questo riduce la probabilità di concepimento e aumenta il rischio di aborto spontaneo.

L’American College of Obstetricians and Gynecologists descrive il declino della fertilità come un fenomeno biologico continuo che accelera dopo i 37 anni ma non si interrompe improvvisamente.

Secondo l’American Society for Reproductive Medicine la probabilità mensile di gravidanza naturale si riduce intorno al 10% verso i quarant’anni e diventa ancora più bassa dopo i 45 anni. Non è una probabilità elevata, ma è ancora reale.

Questo significa che meno probabile non equivale a impossibile. Durante la perimenopausa la fertilità esiste ancora, ma è incostante.

Cosa succede dopo i 45 anni

Dopo i 45 anni la fertilità naturale diventa molto più rara, ma non impossibile. La riduzione della riserva ovarica è marcata e la qualità ovocitaria è più frequentemente compromessa, tuttavia le ovaie possono ancora produrre ovociti sporadicamente.

Il cambiamento principale riguarda soprattutto la probabilità che un embrione sia geneticamente sano. Con l’aumentare dell’età aumenta la frequenza di anomalie cromosomiche legate alla divisione cellulare dell’ovocita. Questo è il motivo per cui, anche quando avviene il concepimento, aumenta la probabilità di aborto spontaneo nelle prime settimane di gravidanza.

È importante sottolineare che questo dato non rappresenta una controindicazione assoluta alla gravidanza, ma una condizione che richiede maggiore monitoraggio medico.

Ciclo irregolare e ovulazione: perché è difficile prevederla

Per anni molte donne utilizzano la regolarità del ciclo come indicatore di fertilità. Durante la perimenopausa questo riferimento perde affidabilità.

Possono verificarsi mesi senza ovulazione seguiti da un’ovulazione tardiva. Alcuni cicli sono più brevi, altri molto più lunghi. In alcune situazioni può verificarsi un’ovulazione anche prima della prima mestruazione dopo un lungo intervallo.

Per questo motivo i metodi naturali basati sul calendario o sul conteggio dei giorni fertili diventano poco attendibili. Non è possibile stabilire con sicurezza quando avverrà l’ovulazione.

La gravidanza inattesa in questa fase non dipende da una fertilità elevata ma dalla difficoltà di anticipare l’unico momento fertile.

Si può restare incinta anche senza avere il ciclo?

Una domanda frequente riguarda l’assenza temporanea delle mestruazioni. Molte donne interpretano alcuni mesi senza ciclo come segno di menopausa già avvenuta.

In realtà l’ovulazione precede sempre la mestruazione. Questo significa che la prima ovulazione dopo un lungo intervallo può avvenire prima del primo ciclo successivo. In altre parole, si può ovulare senza aver avuto una mestruazione nei mesi precedenti.

Se in quel periodo avviene un rapporto non protetto, la gravidanza è possibile anche in assenza di cicli recenti.

Se non desideri una gravidanza: la contraccezione è ancora necessaria

Uno degli equivoci più comuni è sospendere la contraccezione quando il ciclo diventa irregolare.

Le raccomandazioni sulla contraccezione nelle donne oltre i 40 anni sottolineano che la fertilità può persistere durante tutta la perimenopausa e che la protezione dovrebbe essere mantenuta fino alla menopausa confermata.

La menopausa può essere diagnosticata solo dopo dodici mesi consecutivi senza mestruazioni. Prima di quel momento l’attività ovarica può ancora riprendere.

Se invece desideri una gravidanza

Quando la gravidanza è cercata, il fattore più importante diventa il tempo biologico.

Dopo i quarant’anni non è consigliabile attendere a lungo prima di una valutazione specialistica. Capire se l’ovulazione è ancora presente e valutare la riserva ovarica aiuta a orientarsi e a decidere eventuali strategie.

Non significa necessariamente ricorrere subito alla procreazione medicalmente assistita. Spesso significa semplicemente comprendere le reali possibilità e monitorare l’ovulazione.

Il rischio di aborto spontaneo e perché aumenta

Uno degli aspetti più delicati della gravidanza in perimenopausa riguarda il rischio di interruzione spontanea nelle prime settimane. Non dipende principalmente dall’utero o dagli ormoni, ma dalla qualità genetica dell’ovocita.

Con l’età aumenta la probabilità che durante la divisione cellulare dell’ovocita si verifichino errori nella distribuzione dei cromosomi. Se l’embrione presenta un numero cromosomico non corretto, la gravidanza spesso si interrompe spontaneamente nelle fasi iniziali. È un meccanismo biologico naturale.

L’impatto metabolico della gravidanza dopo i 40 anni

Con l’aumentare dell’età materna non cambia soltanto la probabilità di concepimento, ma anche la risposta metabolica dell’organismo alla gravidanza. La gestazione è, di per sé, una condizione fisiologicamente impegnativa: comporta un aumento della richiesta energetica, modificazioni della sensibilità insulinica, cambiamenti nella pressione arteriosa e adattamenti cardiovascolari importanti. Dopo i quarant’anni, questi adattamenti possono risultare più complessi.

Uno dei principali aspetti riguarda la regolazione del glucosio. Con l’età aumenta la probabilità di sviluppare una ridotta sensibilità insulinica. Durante la gravidanza, soprattutto nel secondo e terzo trimestre, l’organismo diventa fisiologicamente più insulino-resistente per garantire un adeguato apporto energetico al feto. Se questo meccanismo si sovrappone a una predisposizione metabolica legata all’età, può aumentare il rischio di diabete gestazionale. Le linee guida dell’American College of Obstetricians and Gynecologists e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità indicano infatti l’età materna avanzata come uno dei principali fattori di rischio per questa condizione.

Un altro elemento riguarda la pressione arteriosa. La gravidanza richiede un importante adattamento cardiovascolare: aumenta il volume di sangue circolante e il cuore lavora di più. Dopo i 40 anni, soprattutto in presenza di fattori di rischio come sovrappeso o familiarità per ipertensione, può aumentare la probabilità di sviluppare ipertensione gestazionale o preeclampsia. Anche in questo caso non si tratta di un destino inevitabile, ma di una maggiore vulnerabilità che richiede monitoraggio attento.

C’è poi l’aspetto del metabolismo lipidico. Durante la gravidanza i livelli di trigliceridi e colesterolo aumentano fisiologicamente. In un organismo già caratterizzato da modificazioni metaboliche tipiche della perimenopausa, questo incremento può essere più marcato. Per questo motivo uno stile di vita equilibrato prima del concepimento assume un peso ancora maggiore rispetto a età più giovani. Se stai vivendo cambiamenti del ciclo o dubbi legati alla fase che stai attraversando, può essere utile comprendere meglio come riconoscere la perimenopausa.

È importante sottolineare che “maggiore rischio” non significa “esito negativo”. Molte gravidanze dopo i 40 anni si svolgono senza complicazioni. Tuttavia, una valutazione pre-concezionale e un monitoraggio personalizzato permettono di identificare precocemente eventuali criticità e di intervenire in modo tempestivo.

Dal punto di vista clinico, parlare di impatto metabolico non serve a scoraggiare, ma a preparare. Una gravidanza in questa fase della vita richiede più consapevolezza, più prevenzione e un accompagnamento medico strutturato. Con le giuste informazioni e un supporto adeguato, può essere affrontata con serenità e sicurezza.

Quali esami aiutano a capire la fertilità in perimenopausa

Alcuni esami possono offrire indicazioni utili, pur non potendo prevedere con certezza una gravidanza.

L’ormone antimulleriano fornisce una stima della riserva ovarica. L’FSH e l’estradiolo aiutano a comprendere la risposta ovarica. L’ecografia transvaginale con conta dei follicoli antrali completa la valutazione.

Hai dubbi sulla tua fertilità?

Se ti riconosci in questi cambiamenti o hai domande sulla possibilità di una gravidanza in questa fase della vita, puoi parlarne con una ginecologa specializzata in perimenopausa del team Pausetiv.

Una valutazione personalizzata aiuta a capire cosa sta succedendo davvero al tuo corpo e quali sono le opzioni più adatte per te.

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